Lettera di A. Petrosillo per le Primarie del 24 gennaio
Care Giovani democratiche, democratici,
il centrosinistra pugliese celebrerà le primarie per scegliere il candidato Presidente della Regione. Una scelta necessaria, tardiva probabilmente, ma utile e doverosa. Permettetemi, ora che questa vicenda si è conclusa, di esprimere qualche opinione in merito. La prima sensazione, la più immediata che vorrei trasferirvi è un sentimento di profonda soddisfazione e anche di orgoglio. Innanzitutto perché alla fine abbiamo avuto ragione noi, perché alla fine la politica e il buon senso si sono finalmente ricongiunti; ma anche e soprattutto perché - ho avuto modo di dirlo anche in assemblea – lo abbiamo fatto con stile, con determinazione certamente, anche nei momenti in cui le pressioni si moltiplicavano e la confusione sembrava regnare, ma con grande senso di responsabilità e di maturità. Abbiamo dato una lezione a più di qualcuno. Lo credo senza dubbio; lezione di politica e di costume, di etica e di stile. Perché è nei momenti di maggiore difficoltà e di maggiore smarrimento che si misura la qualità e la statura di una classe dirigente che come noi, aspira a crescere e governare la Puglia e il Paese.
Ho visto una classe dirigente del Partito come delle istituzioni, rissosa, confusa, distratta dalle questioni personali o di corrente piuttosto che dall’orizzonte comune. Ho visto molti singoli, poche idee, nessuno spirito di gruppo, di squadra. Il Partito democratico, in Italia come in Puglia, è ancora lontano dall’essere ciò per cui ciascuno di noi si è impegnato e si impegna. È ancora una federazione (caotica) di personalità ed interessi. Questo è un dato di fatto E chi ha buttato tutta la croce addosso ad un Segretario eletto da tre mesi è stato ingeneroso, oltre che scorretto intellettualmente. Ma purtroppo anche questa ansia di combattere tra di noi prima che di affrontare e sconfiggere la destra è un male che dovremo saper debellare.
Badate, queste considerazioni non devono scoraggiarci o impaurirci; ma solo confermare quanto di buono stiamo facendo e faremo con il nostro impegno quotidiano, nei nostri circoli, nei consigli comunali, nei ruoli e nelle responsabilità che ciascuno riveste. Il Pd che vogliamo è ancora di là da venire. Per questo c’è bisogno di noi, di tutti e di ciascuno di noi. Dobbiamo crescere, moltiplicare la nostra forza organizzata e l’incisività della nostra politica. Abitare le Scuole e le Università con le nostre sigle, caratterizzarci e distinguerci per l’impegno nello studio, nel lavoro, nella dedizione civica e civile.
Questo deve essere il nostro obiettivo di oggi e di domani. Orgogliosi e determinati come abbiamo dimostrato di saper essere. Siamo ciò che facciamo ripetutamente. L’eccellenza non è una azione, ma una abitudine.
Alle primarie di domenica prossima io voterò Francesco Boccia. Perché è il candidato del Pd, perché è una persona capace e preparata, perché ci consente di allargare la nostra alleanza. Nutro stima e affetto non formali per Nichi Vendola, così come molti di voi. Ma credo sia giusto percorrere la strada che più unisce. Le primarie servono a questo, ecco perché le abbiamo tanto richieste; e mi auguro che questa settimana sia dedicata al confronto delle idee e dei progetti e non ad alimentare polemiche e inutili distinguo. Ci siamo già fatti troppo male. Da lunedì 25 Gennaio dovremo affrontare tutti insieme la destra per sconfiggerla. Chiediamo a Francesco e Nichi che alla fine di questa vicenda si mettano l’uno a disposizione dell’altro, in Ticket; di ricongiungersi, dal giorno dopo, e di fare fronte comune per battere la destra. Di aiutarci a diffondere ritrovata serenità e nuovo entusiasmo tra la nostra gente.
Noi staremo in campo da protagonisti. Con la nostra proposta (i sei punti dei Gd) e con il nostro impegno. È l’unico modo di impegnarci che conosciamo. Lontano dai personalismi e dalle conventicole. Perché una “pacca sulla spalla”, davvero non basta più.
Perché ci siamo e vogliamo contare.
Il Segretario Regionale




